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Dal "2 Fisso" allo "Scansamose"

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Dal "2 fisso" allo "Scansamose"
Ovvero, cronaca di quasi 10 anni di "etica sportiva".

Correva l'anno 2002.
5 maggio 2002 per l'esattezza. Domenica.
A Roma era una bella giornata di sole ed era l'ultima giornata di campionato.
C'era l'Inter contro la Lazio, prima in classifica, prossima a vincere uno scudetto dopo oltre 10 anni.
C'era la Juve seconda in classifica che giocava a Udine.
E poi c'era la Roma, terza in classifica che giocava contro il Torino.
Tutte in pochissimi punti. Inter 69 punti, Juventus 68 punti, Roma 67 punti.
E all'Olimpico tutto il pubblico era per loro, laziali compresi, con le bandiere interiste, con gli striscioni "2 fisso" e simili. Troppa la paura che la Roma, vincendo a Torino, potesse vincere il secondo scudetto consecutivo.
Quindi, da buoni "tifosi" che cosa fanno i laziali? Tifano Inter.
Sì, i laziali, proprio loro, quelli che parlano di etica dello sport, di moralità, di legalità, dei giusti valori del calcio e giustizia sportiva. 

La Juve va presto in vantaggio contro l'Udinese e porta la partita fino alla fine senza troppi sforzi.
Anche la Roma, con qualche difficoltà in più, riesce a vincere la sua partita, 1-0 gol di Cassano su pallonetto a metà del secondo tempo su assist di Montella.

E cosa succede all'Olimpico? Una lazio fischiata dal proprio pubblico perchè si permette di giocare, non regala la partita all'Inter.
Vieri, ex laziale, porta l'Inter in vantaggio. Il ceco Poborsky però non ci stà. Pareggia sia al gol di Vieri che al successivo di Di Biagio, facendo finire il primo tempo 2-2 ed esultando polemicamente verso i propri tifosi.
Sarà un ex interista, Simeone, a segnare nel secondo tempo il gol del vantaggio della Lazio e Simone Inzaghi poi a decretare l'inaspettato 4-2 finale che sancisce il dramma interista che finisce 3° in classifica e la rabbia laziale, per la gioia della Juve che vince il campionato.

Il Ceco Poborsky, colpevole di aver fatto il suo dovere, scappò la notte e non tornò più a Roma, come disse lui qualche anno dopo "ho fatto solo il mio dovere, giocare bene non può essere una colpa, io giocavo per la Lazio.".

Anni dopo, sempre con lo spettro di veder vincere la Roma, la i tifosi della Lazio ripeto la pagliacciata, andando a tifare allo stadio per i propri avversari. "Scansamose" e "Oh nooo" ai gol segnati dagli avversari i tormentoni della partita.
Questa volta una squadra che stava lottando per non andare in B, fatta da giocatori con molta meno personalità di quella del 2002, accontentò i suoi tifosi che poi si complimentarono con loro per la "prestazione" e l'Inter vinse.

Era poco più di un anno fa.
Adesso il presidente della Lazio, il suo allenatore, i loro giocatori sbraitano incazzandosi perchè, a loro avviso, questo campionato non è regolare perchè loro subiscono torti arbitrali e altri no (poi le statistiche dicono altro, ma facciamo finta di niente...) e invocano la lealtà sportiva, richiedono a gran voce interventi per garantire la regolarità, e annunciano task force...
Loro, quelli che sono stati coinvolti in tutti gli scandali calcistici italiani, fanno la morale.
Ah beh...